Finalmente arriva nelle sale italiane con DUE anni di ritardo un capolavoro assoluto dell’animazione giapponese: Innocence, ovvero Ghost in the Shell 2, il secondo capitolo ispirato al manga Kôkaku Kidôtai (Spirito nel guscio) di Masamune Shirow, che in Italia è stato tradotto, tanto per cambiare, con il pittoresco “L’attacco dei Cyborg”.
Siamo nell’anno 2032, e la segretissima Sezione 9 per la pubblica sicurezza è alle prese con uno strano fenomeno: alcuni cyborg impazziscono, uccidono i loro padroni, e poi si suicidano, infrangendo inspiegabilmente le 3 leggi della robotica. Gli agenti Batou e il suo fido collega Togusa iniziano così le indagini lungo un percorso tortuoso che li porterà a scoprire sconcertanti segreti sui Cyborg, ma soprattutto ad addentrarsi nei meandri più profondi della Rete e dell’esistenza umana rischiando di compromettere ogni certezza delle loro vite. Mantenendo le tematiche del primo film “Ghost in the Shell” del 1995 (considerato uno dei massimi capolavori del genere e al quale si sono ispirati film come “Matrix”, “Il quinto elemento” e molti altri), Innocence non delude le aspettative e riesce a dare un degno prosieguo alla complicata ambientazione ipertecnologica e cyberpunk del suo predecessore, addirittura aggiungendo spessore ai personaggi e arricchendo la storia di un sapore narrativo molto vicino al genere noir. Mai come in questo film si fondono al meglio animazioni 3D e 2D, fantascienza e filosofia, azione e meditazione. La sceneggiatura straborda di citazioni, dalla Bibbia al Corano, dai maggiori filosofi e scrittori del secolo a Confucio e Giulio Cesare… insomma un capolavoro di difficile assimilazione ma di fascino e complessità straordinari. Da non perdere assolutamente.  05/08/06 |
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