Eddie decide di giocare la partita della sua vita. Arriva al tavolo di Henry con i soldi che lui stesso, Tom, Bacon e Soap hanno racimolato e azzarda, ma non sa che Henry bara. I quattro amici si trovano tutto d’un tratto debitori di una cifra smodata nei confronti del piccolo boss Henry, detto the Hatchet per i modi particolarmente rudi di risolvere le questioni personali. Il suo esattore minaccia i quattro ragazzi e da’ loro una settimana di tempo per saldare il debito di gioco. E qui, a questo punto, scatta il piano dei quattro per salvare soldi e… natiche… Si troveranno invischiati nella narrazione una miriade di personaggi loschi e miseri, ladri da strapazzo e spacciatori dilettanti, così come spietati capi di organizzazioni criminali. Si innesca un meccanismo perverso, a tratti stocastico, di eventi che si inseguono, si allacciano ed intrecciano, annodandosi in un vortice di scene e sciogliendosi poi tutto d’un tratto nelle scene finali. Numerosi episodi (tra cui l’uomo in fiamme all’uscita del bar) si comprendono con il dipanarsi della trama; altri dettagli si apprezzano solo alla fine, seppure si possono intuire durante la proiezione. Il film, che scorre bene e piacevolmente alternando scene di disperazione a momenti di azione e tensione, genera ansia nello spettatore, che si chiede di continuo come si svilupperanno ed intersecheranno le vicende del film. Pulp Fiction per gli shot ed il genere e Sliding Doors per le storie parallele che si congiungono nell’altra dimensione della scena finale sono i due film che subito ricordiamo con un sorriso compiaciuto… Da notare in ultimo che il cast è quasi tutto maschile (con un enigmatico Sting che calza a pennello la sua parte) ad eccezione di una Vera Day “stagionata”, che qualcuno avrà visto nel film “Quatermass ed i Vampiri dello Spazio” degli anni ’50. Adorate Tarantino? Allora affittatevi “Lock & Stock” stasera… 
18/05/2004 |
Commenti
Posta un commento