Lulù (Josiane Blasko) e Jojo (Jacques Villeret) ormai sono arrivati alla fine del loro matrimonio. Tra loro non c’è mai stato amore ma adesso è venuta meno pure la reciproca sopportazione. Jojo vive in un paesino e si occupa della fattoria della moglie. Al divorzio non può pensare perché perderebbe la fattoria e all’omicidio nemmeno perché finirebbe “affacciato alla finestra” ovvero alla gigliottina. I giorni passano e l’odio che tra i due diventa sempre più feroce ci ricordare La guerra dei Roses . Un giorno alla tv Jojo vede un avvocato di grido intervistato dopo l’assoluzione di un cliente per omicidio e decide di andargli a parlare. Jojo tornerà da questo colloquio con le idee più chiare… ucciderà Lulù?
Il film è diretto con sapiente maestria da Jean Becker (Un avventuriero a Tahiti, L’estate assassina, I ragazzi del Marais, Elisa) che ci fa provare sentimenti di pietà e complicità per Jojo e detestare la bravissima Josiane Blasko che interpreta la parte dell’odiosa moglie in maniera superlativa. Estremamente bravo, con il suo sguardo da cane bastonato Jacques Villeret (La cena dei cretini) e degno di nota l’avvocato Andrè Dussolier. Il cast è davvero magnifico e gli attori sono tutti bravissimi. La storia pur essendo drammatica strappa più d’una volta allo spettatore un sorriso e talvolta anche la risata per il parossismo di alcune situazioni. Il pubblico è così coinvolto durante il processo di Jojo da non pensare nemmeno per un istante alla morta preoccupato com’è che il suo beniamino/assassino “ottenga giustizia” e venga liberato.
Tutto è contro Jojo ma nessuno lo ritiene davvero colpevole: l’odiosa Lulù alla fin fine se l’è proprio cercata! Il film è il remake di Poison del 1951 ma lì vi era più ferocia soprattutto da parte di Jojo. Becker invece rende tutto più tenue e una buona dose di cattiveria la riscontriamo soltanto nelle angherie che Lulù fa a Jojo. 
14/06/2002 |
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