
Prima cosa e più importante di tutte: è un film che va visto in lingua originale perché Joaquin Phoenix ha fatto un lavoro sulla risata che nessun attore italiano vivente sarebbe in grado di rendere.
Seconda e non meno importante: è un film completamente svincolato dall’universo DC e può risultare godevole anche per chi non abbia neanche idea di chi sia Thomas Wayne e cosa sia la città di Gotham, l’unica cosa che è stata conservata e costituisce il fil rouge con la sua origine comics è il dato di fatto che Joker sia il detonatore dell’espolsione di follia della città e l’ispiratore di quella che diventerà la figura di Batman.
Terza cosa: la costruzione del personaggio è assolutamente credibile nell’ottica dei piccoli aggiustamenti tesi a dare una parziale motivazione alla follia del povero clown.
In ultimo, ma in realtà un ottimo motivo per andare a vederlo pure se non vi importa nulla di Batman e di Gotham city, Joaquin Phoenix è strepitoso, mai sopra le righe, convincente, dolente e misurato, inventa un Joker che potrebbe essere il vicino di casa con una vita di merda che domattina sbrocca e passa ai fatti.
De Niro che fa la spalla a Phoenix è un momento di cinema di rara intensità e Frances Conroy (da American Horror Story) che fa Penny Fleck è il tocco dolente che detona la depressione per la mancata riuscita sociale del povero Arthur. Il film termina di fatto nel momento in cui vengono gettati i semi della nascita di Batman.
Anna Maria Pelella
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